Cultura & Storie

Valpolicella: tre vini, un solo cuore veneto

Amarone, Ripasso e Recioto: un’unica terra, tre storie di vino.
31 Maggio 2020

La Valpolicella e i suoi grandi vini

La Valpolicella, zona di vino (ma anche di marmo), è forse la più conosciuta zona vitivinicola italiana nel mondo. Situata in provincia di Verona, è associata alle denominazioni di tre grandi vini italiani DOP: l'Amarone (DOCG), il Recioto (DOCG) e il Ripasso (DOC). Tre vini assolutamente legati tra loro, l'uno derivazione dell'altro, ma tre profili diversi di degustazioni. Proviamo a fare un minimo di chiarezza:

I vitigni alla base della Valpolicella

I vitigni base dei tre vini principi della Valpolicella sono principalmente la Corvina, il Corvinone e la Rondinella. Il disciplinare permette anche altri tipi di uva, come la Croatina e la Molinara, ma in percentuali nettamente minori. L'uvaggio di questi tre vitigni da come risultato il vino Valpolicella Base DOC.

Dall’appassimento all’Amarone e al Ripasso

Finita la vendemmia, le uve vengono lasciata appassire su dei graticci per circa 3 mesi (ogni produttore ha i suoi tempi e i suoi modi, il disciplinare prescrive che l’appassimento deve portare a una perdita di peso minima del 40%.) prima di passare alla vinificazione. Al settembre successivo alla vendemmia (dopo circa un anno) il vino viene travasato in botti di rovere dove affina per 2 anni (non necessariamente tutto l'affinamento viene fatto in legno). Per la riserva ci vogliono 4 anni). Un Amarone vinificato nell'anno  potrà essere bevuto, quindi, dopo almeno 3 anni  anche se molti produttori lo affinano più a lungo (4–6 anni).

Partendo sempre dal Valpolicella base, si lascia riposare il vino nei tini dove è stato vinificato l’Amarone, lasciando a contatto il liquido con le vinacce, in modo che ceda parte dell’aroma tipico. Il tutto per 15-20 giorni, un tempo utile per una seconda fermentazione alcolica che dona struttura e rotondità al vino di partenza.

Il Recioto, l’anima dolce della Valpolicella

Il procedimento iniziale è lo stesso (vendemmia, appassimento su graticci, vinificazione) ma la fermentazione del Recioto viene fermata prima che gli zuccheri si consumino del tutto e comunque finché si raggiunge il rapporto zuccheri/alcol desiderato, spesso dopo settimane. Ne consegue che il Recioto rimane un vino passito dolce, dal corpo pieno e dal gusto vellutato e caldo.

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