Valpolicella: tre vini, un solo cuore veneto

La Valpolicella e i suoi grandi vini
I vitigni alla base della Valpolicella
I vitigni base dei tre vini principi della Valpolicella sono principalmente la Corvina, il Corvinone e la Rondinella. Il disciplinare permette anche altri tipi di uva, come la Croatina e la Molinara, ma in percentuali nettamente minori. L'uvaggio di questi tre vitigni da come risultato il vino Valpolicella Base DOC.
Dall’appassimento all’Amarone e al Ripasso
Finita la vendemmia, le uve vengono lasciata appassire su dei graticci per circa 3 mesi (ogni produttore ha i suoi tempi e i suoi modi, il disciplinare prescrive che l’appassimento deve portare a una perdita di peso minima del 40%.) prima di passare alla vinificazione. Al settembre successivo alla vendemmia (dopo circa un anno) il vino viene travasato in botti di rovere dove affina per 2 anni (non necessariamente tutto l'affinamento viene fatto in legno). Per la riserva ci vogliono 4 anni). Un Amarone vinificato nell'anno potrà essere bevuto, quindi, dopo almeno 3 anni anche se molti produttori lo affinano più a lungo (4–6 anni).
Partendo sempre dal Valpolicella base, si lascia riposare il vino nei tini dove è stato vinificato l’Amarone, lasciando a contatto il liquido con le vinacce, in modo che ceda parte dell’aroma tipico. Il tutto per 15-20 giorni, un tempo utile per una seconda fermentazione alcolica che dona struttura e rotondità al vino di partenza.
Il Recioto, l’anima dolce della Valpolicella
Il procedimento iniziale è lo stesso (vendemmia, appassimento su graticci, vinificazione) ma la fermentazione del Recioto viene fermata prima che gli zuccheri si consumino del tutto e comunque finché si raggiunge il rapporto zuccheri/alcol desiderato, spesso dopo settimane. Ne consegue che il Recioto rimane un vino passito dolce, dal corpo pieno e dal gusto vellutato e caldo.