Imparare il Vino

Montepulciano d’Abruzzo DOCG: in nomen omen

Tra le Colline Teramane, il rosso simbolo dell’Abruzzo autentico.
20 Gennaio 2021

Una tappa in Abruzzo

Nel nostro viaggio tra le Denominazioni d'origine italiane facciamo tappa in Abruzzo, terra di vini molto conosciuti (e molto buoni). Non possiamo non iniziare la nostra discussione con il primo della lista, un vino che è un tutt'uno (sin dal nome) con il suo territorio: il Montepulciano d'Abruzzo DOCG Colline Teramane.
Il terreno lessicale, più di quello reale, è tra i più impervi dell'enografia nostrana: sono infatti due le DOCG che riportano nel nome il termine Montepulciano: il Vino Nobile di Montepulciano e il nostro ospite di oggi, il Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane. Ma solo uno dei due è fatto realmente con l'uva Montepulciano. Quale dei due?

Geografia della DOCG

Le colline Teramane si trovano a nord della regione, a cavallo tra il Gran Sasso e l'Adriatico, zona di grande interesse dal punto di vista pedoclimatico: in questo pezzo d'Abruzzo ricco di storia e di borghi medievali, in provincia di Teramo, sono numerose le aziende vinicole che producono la DOCG, ognuna con le sue peculiarità pur rispettando i dettami del disciplinare.

Il “rosso” d’Abruzzo

In una terra vocata e conosciuta per i tanti vini bianchi (da uve Trebbiano e Montonico, autoctone, ma anche Pecorino e Passerina) e per il celeberrimo Cerasuolo (tra i rosati più conosciuti d'Italia), il Montepulciano difende la categoria dei rossi presentandosi, nella DOCG, con una forza ed una espressività memorabili.
L'escursione termica e l'influenza di mare e montagna, infatti, esalta la componente aromatica e garantisce il giusto equilibrio tra le parti dure e morbide del vino. Il lavoro in vigna e in cantina, come sempre, fa poi la differenza in bottiglia.
Come si evince dal nome, questo vino è fatto con prevalenza di uve Montepulciano: il disciplinare ammette soltanto un minimo taglio (max 10%) di Sangiovese. Nessun altro vitigno, seppur di zona, è ammesso in fase di vinificazione. Una scelta netta, che mira a salvaguardare l'identità del vino ed il suo legame con le uve ed il terroir. Un vino autentico, riconoscibile, unico.

Sciogliamo il nodo del nome

La risposta al quesito posto nel cappello introduttivo di questo articolo, dunque, è data: il Vino Nobile di Montepulciano, infatti, deve il suo nome alla zona d'origine della DOCG (quella di Montepulciano, appunto, a sud della Toscana) e non all'uva base del vino: nel vino toscano si usa, infatti, il Prugnolo Gentile (più conosciuto come Sangiovese).
Per completezza vi è da dire che ci sono altri tre vini DOCG a base di Montepulciano: il Tullum, seconda DOCG della regione Abruzzo, nata nel 2019; il Conero e l'Offida Rosso, entrambi prodotti nelle Marche.
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