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Mineralità nei vini: non è tutto vero

9 Settembre 2025
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Mineralità nei vini: cosa significa davvero?

Negli ultimi anni, il termine mineralità è diventato sempre più comune per descrivere alcuni vini, particolarmente i bianchi. Ma cosa si intende esattamente? Mineralità richiama sensazioni di freschezza, sapidità e aromi che possono ricordare pietre bagnate, gesso o anche un leggero sentore salino. Questa qualità conferisce ai vini un carattere particolare e apprezzato da molti appassionati e professionisti.

Perché la mineralità è così importante?

La mineralità viene spesso ricercata perché aggiunge complessità e distinzione ai vini, distinguendoli da profili più fruttati o floreali. Molti produttori la sostengono come tratto distintivo delle loro produzioni, soprattutto nei territori storici del vino. Tuttavia, la percezione di mineralità può variare tra esperti e consumatori, rendendo difficile una definizione chiara e condivisa [Ballester et al., 2013].

Un concetto complesso e sfaccettato

Lo studio del 2013 dell’Università di Borgogna ha messo in evidenza che la mineralità non è un fenomeno unidimensionale. Nel loro esperimento con esperti e panel addestrati, sono emerse tre diverse interpretazioni del termine, riconducibili a differenti percezioni olfattive, gustative e tattili. Questo spiega perché la mineralità è percepita in modi diversi e perché è così complicato definire un unico standard sensoriale [Ballester et al., 2013].

Da dove deriva la mineralità?

Un punto chiave che ha sfatato diversi miti riguarda l’origine della mineralità nel vino. Studi più recenti, come la ricerca del 2015 di Excell Ibérica e Outlook Wine, hanno dimostrato che la sensazione di mineralità non è legata direttamente alla presenza di minerali nel terreno.

Piuttosto, si tratta di un insieme di composti chimici volatili e altre molecole prodotte dalla pianta stessa, dalla fermentazione dei lieviti e dall’attività microbica durante la vinificazione e l’affinamento. Questa complessità biologica e chimica genera le sensazioni caratteristiche che chiamiamo mineralità [Smith, 2015].

Come riconoscere la mineralità nel vino: esempi pratici

  • Sensazione di sapidità: Alcuni vini, specialmente bianchi freschi come quelli prodotti in zone costiere o su terreni calcarei, possono dare una piacevole sensazione salina, simile all’acqua di mare leggera. Questo effetto è spesso percepito come “minerale”.
  • Profumi di pietra bagnata o gesso: Alcuni vini mostrano aromi sottili che ricordano la pietra bagnata dopo una pioggia o il gesso polveroso, che contribuiscono a dare una sensazione di pulizia e freschezza.
  • Acidità vibrante unita a struttura: La mineralità può manifestarsi anche come un equilibrio elegante tra acidità e corpo, con una struttura che conferisce al vino una sensazione di fermezza e tensione senza appesantire.
  • Esempi concreti di vini minerali:
    • Vini bianchi prodotti in zone di terreni calcarei come alcune aree della Borgogna o del Trentino-Alto Adige.
    • Alcuni Riesling della Mosella tedesca, noti per la loro pungenza minerale riconoscibile.
    • Vini bianchi di Alicante o Rías Baixas in Spagna, apprezzati per la loro freschezza e note minerali.

Abbinamenti consigliati per vini minerali

I vini con mineralità si prestano ad abbinamenti molto interessanti in cucina grazie alla loro freschezza, sapidità e struttura vibrante:

  • Piatti a base di pesce e crostacei: La sapidità e la freschezza dei vini minerali esaltano i sapori delicati di pesce alla griglia, tartare, ostriche e frutti di mare.
  • Verdure e piatti vegetariani: Abbinamenti ideali con insalate fresche, asparagi, zucchine, carciofi e piatti a base di erbe aromatiche grazie alla capacità di pulire il palato.
  • Piatti con salsa al limone o agrumi: L’acidità e la mineralità del vino dialogano perfettamente con piatti che impiegano agrumi, come il pollo al limone o pesce in salsa agrumata.
  • Formaggi freschi e a pasta molle: Caprini, mozzarella di bufala o ricotta si sposano bene con vini minerali, dove la sapidità del vino contrasta delicatamente la cremosità del formaggio.
  • Piatti della cucina asiatica leggera: La mineralità può accompagnare bene piatti con spezie delicate e note acidule, come sushi, ceviche o insalate thai.

Fonti principali:
Ballester J. et al., “Esplorazione della mineralità nei vini Chardonnay della Borgogna”, Università di Borgogna, 2013
Darren Smith, “New study strengthens case against soil-based minerality”, Outlook Wine, 2015

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