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Prosecco Rosé: il 2020 che ha fatto storia
Il 2020 segna il debutto globale del Prosecco Rosé DOC.
28 Ottobre 2020

L’anno zero del Prosecco Rosè DOC
Il 2020 enologico sarà ricordato, oltre che per il Coronavirus e il suo impatto sulle vendite, anche per l’esordio sul mercato del Prosecco Rosè DOC. Una rivoluzione totale per la DOC più esportata d’Italia, con oltre 500 milioni di bottiglie prodotte ogni anno e un giro d’affari da capogiro.
Il via libera normativo e l’apertura ai mercati internazionali
La modifica del disciplinare, che prevede appunto la nuova tipologià Rosè per la DOC Prosecco, era stata già pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana lo scorso 15 giugno.
Ma è stata la pubblicazione nella Gazzetta Europea di oggi 28 ottobre a certificare il via libera anche per l’export mondiale, un volano di sviluppo planetario per un vino che fa sognare i produttori italiani e gli enoappassionati del globo.
Numeri, disciplinare e prime bottiglie
La stima di produzione è di circa il 10% della produzione totale: circa 50 milioni di bottiglie, quindi, si apprestano a conquistare i palati degli amanti di questo vino ma anche, genericamente, degli spumanti rosati, categoria da sempre dominata dalle basi Pinot.
Si può già provare il millesimo 2019 (non si possono usare basi di annate precedenti) mentre il millesimo 2020 potrà essere commercializzato a partire dal 1 gennaio 2020. Il disciplinare prevede un taglio in cantina con percentuali minime di 85% di Glera e il restante 15% max di Pinot Nero.
Un successo annunciato
Già da tempo, a dir la verità, il mercato ha testato il gradimento del gusto di questo spumante proponendo, come nel caso della catena MD, uno spumante rosè ottenuto dal taglio Glera/Pinot Nero.
Ovviamente la spinta di un nome come “Prosecco” sarà il vero valore aggiunto di un vino che, a nostro avviso, scriverà un’importante pagina di storia.
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