Cultura & Storie
Fillossera: la pandemia delle vigne
Come un afide ha devastato i vigneti mondiali e cambiato per sempre il vino.
15 Marzo 2020

Paure moderne e lezioni dal passato
Sono giorni di quarantena, assistiamo imperterriti e un filo impotenti all'avanzare del Coronavirus (Covid-19) in Europa e nel mondo.
Ci rendiamo conto, sempre più, di quanto il nostro sistema "mondo" sia sempre troppo impreparato a gestire eventi calamitosi. Siamo preparatissimi (forse) ad una guerra nucleare; siamo in pericoloso ritardo (economicamente e culturalmente) con i rimedi per un pericolo di natura batteriologica.
Bill Gates a proposito diceva:
Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone, nei prossimi decenni, è più probabile che sia un virus altamente contagioso piuttosto che una guerra. Non missili, ma microbi.
E ancora:
In parte il motivo è che abbiamo investito cifre enormi in deterrenti nucleari. Ma abbiamo investito pochissimo in un sistema che possa fermare un’epidemia. Non siamo pronti per la prossima epidemia.
Quando il nemico arrivò nelle vigne
Tutto questo preambolo per entrare nel clima di paura, misto a stupore, che aggredì due secoli fa i viticoltori del mondo, quando videro le loro vigne infestate da un oggetto misterioso: non era un virus, aveva dimensioni ben maggiori ed una potenza devastante: era la Fillossera.
Un piccolo afide, un insettucolo vorace e devastante, attaccò e devastò le vigne di mezzo mondo: migliaia di varietà di vite furono letteralmente cancellate dalla faccia della terra. Un disastro epocale.
I vigneti che sopravvissero
Sopravvissero alla fillossera solo alcuni vigneti: quelli impiantati ad una certa altura (le escursioni termiche potevano ammazzare l’afide); quelli impiantati su terreni sabbiosi (nella rena l’insetto non riusciva a muoversi agevolmente, finendo per crepare); quelli in cui vi erano copiosi ristagni d’acqua (in cui la fillossera, praticamente, finiva per annegare).
Tre tipologie di vigneti, dunque, sopravvissero in maniera naturale a questa sciagura. Per tutto il resto fu sperimentato, con successo, un innesto su vite americana (alcuni tipi di questa vite si dimostrarono resistenti all’attacco della fillossera): vite americana impiantata in terra e vite europea nella parte aerea.
Piede franco e vigneti di oggi
La fillossera, ancora oggi, esiste in natura e non è meno pericolosa di due secoli fa. Oggi la maggior parte dei vigneti in Italia è innestato. Per i vitigni costruiti nelle condizioni di cui sopra (altura, terreni sabbiosi o con ristagni d’acqua) parliamo di viti e vitigni a piede franco.
Il dibattito tra gli esperti è aperto: i vini da viti a piede franco sono migliori di quelli da vite innestata? Non entriamo (per ora) nella discussione, volendo lasciare ai lettori le considerazioni del caso. Possiamo indicarvi, tuttavia, alcune zone geografiche dove andare a ricercare vini con questa caratteristica:
- Terreni sabbiosi: vini di Sardegna e Sicilia (Carignano del Sulcis, Malvasia di Bosa)
- Terreni vulcanici: vini di Sicilia e Campania (Denominazione Etna, Vesuvio, Campi Flegrei)
- Terreni in altura: vini della Valle d’Aosta e del Trentino (Priè Blanc su tutti)
Naturalmente l’elenco non si esaurisce qui. Lasciamo a voi il piacere della scoperta!
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