Recensioni
Galluccio Rosso 2023: eleganza vulcanica
Un Aglianico morbido nato sui suoli del Roccamonfina.
13 Febbraio 2026

Il vulcano nel calice: Galluccio Rosso DOC 2023
Sulle pendici di un gigante addormentato, il vulcano spento di Roccamonfina, la vite affonda le
radici in una terra scura, ricca di minerali e di storia. È qui che nasce il Galluccio Rosso DOC
dell'azienda Porta di Mola, un’interpretazione dell'Aglianico che sfida i pregiudizi.
Dimenticate le
spigolosità tipiche dei grandi rossi del Sud in giovane età: questa annata ci regala un vino che sa
essere profondo e incredibilmente accogliente, raccontando la forza del fuoco antico con una
grazia inaspettata.
Scheda tecnica
Annata: 2023
Tipologia: Vino rosso
Cantina: Porto di Mola
Vitigni: Aglianico Clone Taurasi
Gradazione: 13.5% vol.
Formato: 0,75 L
Note di degustazione
- Esame Visivo: Rosso rubino intenso e vivido, di ottima consistenza cromatica.
- Naso: Un bouquet fragrante dove dominano i piccoli frutti rossi (marasca e lampone) intrecciati a una firma minerale netta di pietra lavica e cenere.
- Palato: La vera sorpresa risiede nella struttura. Nonostante l'anima vulcanica, il sorso è sorprendentemente morbido. Il tannino dell'Aglianico, solitamente austero, qui appare ben levigato e setoso, grazie anche a una vinificazione attenta in solo acciaio che ne preserva la freschezza e il frutto croccante.
Abbinamento consigliato
Ideale con i piatti della tradizione campana, come ziti al ragù o
parmigiana, ma superbo con una bistecca ai ferri grazie alla sua capacità di pulire il palato con
gentilezza.
Identità e territorio: la DOC Galluccio
Il Galluccio è una denominazione "storica" ma moderna. Erede del leggendario Falerno dei
romani, deve il suo rilancio alla nobiltà fiorentina nel '600 e al riconoscimento della DOC nel 1997.
Con una produzione limitata (circa 200.000 bottiglie totali per l'intera zona), è una gemma di
nicchia che offre un rapporto qualità-prezzo straordinario. I suoli basaltici di Roccamonfina rendono
l'Aglianico più "educato" e sapido, trasformando la potenza del vitigno in pura eleganza.
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